Generazioni Granata – Velociraptor


Fratelli granata, è la verità: ci hanno rubato la velocità.
Guardando le statistiche di quest’ultimo campionato di serie A il Torino F.C. occupa gli ultimi posti in termini di velocità media dei giocatori in campo, velocità media della palla, addirittura ultimo posto per quanto riguarda i chilometri medi compiuti dalla squadra a partita (Km 104,273, ventesimo posto, fonte Lega serie A). La conseguenza è un gioco lento e prevedibile, poche occasioni date dal gioco verticale in profondità, azioni orizzontali noiose, spettacolo nullo. Tutta roba difficile da correggere in tempi brevi perché conseguenza di allenamenti evidentemente impostati su questi ritmi e con queste caratteristiche.
Guardare una partita del Napoli è come andare dall’oculista: gli occhi guardano rapidamente a destra e sinistra per seguire la velocità delle azioni, le palpebre sono spalancate, gli occhi spesso luccicano. Guardare una partita dell’Inter è come andare dal cardiologo: pressione alta tutta la partita aspettando il cardiopalmo finale con i goals di Icardi.
Guardare una partita del Toro è come andare dal geriatra: un elenco infinito di problemi cronici, lentezza nei movimenti, vana speranza di ringiovanire il gioco, una noia mortale.
Provo quindi, chiudendo gli occhi, a fare un salto neppure tanto a ritroso nel tempo e a pensare ad alcune azioni:
14/10/2001, Juventus-Torino 3-3 (quello della “buca di Maspero”….): Ferrante passa a Lucarelli per il 3-1 parziale. Azione veloce, verticalità e velocità pure. Guardate.
6/02/2015, Athletic Bilbao-Torino 2-3: Vives-Darmian-Maxi Lopez. Velocità di pensiero e della palla pur nel contesto del fastidioso “tiki-taka dei poveri” di stile venturiano.
Adesso provo a chiudere gli occhi e a pensare ad un’azione d’attacco del Toro di quest’anno: palla a Ljajic che la passa a Niang che la ripassa a Ljajic che si accentra poi la passa indietro a Rincon che la ripassa a Ljajic ……..
E guardando e riguardando davanti al televisore l’immobilità attuale del nostro “10” granata sbadiglio, prendo l’iPad, clicco “Wikipedia” e, quasi assopendomi, cerco nostalgicamente cosa stanno facendo adesso Abedi Pelè, Andre’ Pinga e, perché no, Carlos Arturo Marinelli.

GG


Generazioni Granata – Pasta da capitano

SÌ, questione di p.
Non quelle che Miha dice di volere e invece gli rimproverano di non avere.
No. P come pasta, pasta da capitano.
Quella che ha dimostrato di avere Belotti e che più di una volta, non ce ne voglia, non ha dimostrato di possedere (perlomeno per adesso), il giovane Benassi. Ha tempo, si farà. Ma per adesso no.
La pasta (frolla) è l’ingrediente base per avere un’ottima crostata; la pasta (di cemento) è la base per una resistente costruzione o (sempre di cemento, ma un altro tipo) una duratura otturazione dal dentista.
E la roba buona o ce l’hai o non ce l’hai, ed è poi difficile costruirsela.
Non so cosa pensiate, ma abbiamo trovato insopportabile che, prima dell’inizio della partita, il nostro capitano stringesse la mano ad avversari e arbitro con i guanti, senza fare il gesto di levarli; ad un collega, ad un amico, ad un uomo la mano si stringe a “mani nude”; è questione di educazione, di maturità, di intelligenza (non ce ne vuole troppa); e questo (mancato) gesto completa le dichiarazioni imbarazzanti che recentemente ha rilasciato in conferenza stampa (“non è vero che abbiamo fatto apposta a non cercare la respinta sul rigore di Falqué, è che non ci abbiamo pensato”; “non capiamo i cali dei secondi tempi, in settimana abbiamo parlato con qualcuno per caricarci”).
L’altra pasta è quella di Belotti che, appena ha indossato la fascia, l’ha doppiamente onorata e aggiungo triplamente onorata con le sue dichiarazioni finali di gratitudine verso la maglia granata.
Martin (355 presenze tra il 1918 e il 1935), Mazzola, Ferrini, Claudio Sala, Zaccarelli, Cravero, Glik, Bianchi… C’è altro, ci sono altri da aggiungere?
Un appello quindi a chi ha le mani in pasta per la decisione. Prima del 4 maggio cambiate di fascia il capitano, almeno per quella giornata. Belotti e Moretti rappresenterebbero l’eredità dei grandi, lo specchio del nostro desiderio e noi non rischieremo di sentire nominare il nome degli Invincibili magari masticando ingenuamente una cicca di gomma.

GG

Generazioni Granata – Non c’è trippa per galli



(Commento più o meno imparziale dopo il derby)
1: Juve più forte, più squadra, singoli più forti.
2: Rugani era da espellere, senza se e senza ma (nuove regole arbitrali: il giocatore va espulso se blocca una chiara azione da goal. Infatti. Il Gallo lanciato in corsa solitaria verso la porta è arma nucleare anche per un portiere “con i baffi”; chiedere ad Handanovic).
3: Rigore per la Juve? Mille volte no (lo svizzero ha cercato lo scontro, doveva essere più “franco”).
4: la Giuve ha animali di razza, il Toro ha un Gallo, una Gallina e ieri un po’ di polli…
5: il Toro in azione 3 contro 2 sbaglia, la Juve 1 contro 2 segna.
6: Higuain si fa un baffo del difensore e segna, Ljajic fa la barba al palo (la prossima volta se la tagli…).
7: Belotti ha la tartaruga, Gonzalo ha la “trippa”; ma è lui a cucinarci.
8: alla TV gli juventini hanno la faccia da juventuni (Buffon a parte), i granata da granata. Banalità ma verità.
9: Belotti non è Graziani né Riva né Vieri: è tutti e tre insieme ed è anche un po’ Pat Sala e un po’ Pecci, per come strappa la palla agli avversari a centrocampo. 100 milioni sono pochi. Tra 1 anno parlerà inglese meglio di Hart…
Tirando le somme: Juve attacco e difesa da 8×2, Toro attacco da 8, difesa da 8 diviso 2.
Il 3-1 è stato qui.
Kaammoonnn, appuntamento a Venaria.

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